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CIAO DON FABIO!

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Domenica 15 settembre 2013 nella Santa Messa delle ore 10, tutte le comunità dell'Unità Pastorale Mincio si sono riunite nel salutare e ringraziare Don Fabio Montini che è stato chiamato a svolgere il suo ministero nell'Unità Pastorale di Ostiano, Casalromano, Fontanella Grazioli, Volongo.

Le comunità così lo hanno salutato:

Diceva Giovanni Paolo II:
"Il sacerdote è un ponte che unisce la terra e il Cielo, è un uomo prescelto da Dio perché la salvezza operata da Gesù possa arrivare a tutti gli uomini".
In una comunità cristiana si instaura un rapporto significativo tra secerdote e fedeli, un rapporto di amicizia, di fiducia reciproca, di aiuto, di affetto e sostegno spirituale.
Grazie, don Fabio per aver condiviso tutti questi doni con noi.
La comunità cristiana di Solarolo

Caro Don Fabio oggi tutta la Comunità di Cerlongo è lieta per la tua nuova ed importante tappa di vita sacerdotale, è lieta per questo tuo nuovo incarico ma anche dispiaciuta di "perderti" come pastore della nostra gente e specialmente come pastore che animava i nostri giovani.
Noi ti siamo veramente riconoscenti don Fabio. La tua pastorale, caratterizzata dal quel tuo stile di spirito sportivo essenziale ed energico, mirava al traguardo senza fronzoli! E' nota l'energia sportiva della tua pedalata!
Viene in mente a questo proposito l'Apostolo Paolo quando usa la metafora sportiva per illustrare il senso dell'impegno del cristiano nel mondo: "Non sapete tutti che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo. Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza metà;"
L'impegno che tu ti sei prodigato di suscitare in noi parrocchiani è un impegno che spinge verso la metà di Cristo e sta ad ognuno di noi essere temperanti per realizzare questa meta.
Don Fabio ti ricordiamo con tanto affetto e che lo Spirito Santo ti aiuti sempre nei tuoi sprint!
Ciao Don Fabio dalla Comunità di Cerlongo

La comunità di Vasto è unanime nel porgere un caloroso saluto ed un ringraziamento a Don Fabio Montini per il servizio sacerdotale svolto.
Il suo è stato un servizio discreto, offertoci sempre in punta di piedi in modo umile e silenzioso come Maria , la Madonna, caratterizzato inoltre dalla dinamicità e dalla freschezza della sua giovane età.
Sono proprio i giovani a porgere un ringraziamento particolare, per i momenti di condivisione, di dialogo e di riflessione spirituale promossi soprattutto nella fase iniziale del suo ministero con noi.
Per concludere, tutta la comunità, si unisce nella preghiera augurando a Don Fabio un cammino sacerdotale lungo, proficuo e sereno.
Ed insieme diciamo "ciao Don Fabio".
La comunità di Vasto

Caro don Fabio,
è difficile ricordare in così poche righe tutte le esperienze vissute insieme; tutti noi conserviamo e conserveremo un ricordo particolare legato a te e alla tua personalità. Alcuni ricorderanno le serate trascorse in allegria; altri la tua bici sfrecciare per il paese; altri ancora i sorrisi regalati agli anziani.
Proprio per questo prima di lasciarti partire tutta la comunità Goitese sente il bisogno di ringraziarti per l'impegno e l'entusiasmo con cui ti sei dedicato alla nostra parrocchia.
Grazie per l'attenzione rivolta in questi sette anni ai giovani, con i quali sei riuscito a costruire un solido legame fondato sulla spontaneità e l'amicizia, che speriamo possa continuare a crescere nonostante la distanza.
Grazie per la disponibilità che non hai mai negato a chiunque venisse a chiederti consiglio, o semplicemente avesse bisogno di parlare con una persona fidata.
Un altro grazie ti arriva da tutte le famiglie che hai fatto sempre sentire al centro della vita parrocchiale.
E' arrivato il momento di salutarti e augurarti che questa nuova avventura ti riservi tante sorprese e soddisfazioni !!!
Un forte abbraccio!!!!!!
La comunità di Goito

Caro Don Fabio,
è arrivato il momento del "Ciao", dell'arrivederci! Ci tengo a dire che questo saluto avviene davanti allo sguardo materno di Maria, Madonna della Salute, madre di Gesù e di tutti noi, venerata qui a Goito!
Ovviamente questo mio saluto è fatto anche a nome di Don Massimo, delle Suore, di Don Fausto, del diacono Claudio, delle persone della canonica e si aggiunge a quello, appena fatto, dei rappresentanti delle comunità della nostra Unità pastorale.
Sono passati 7 anni dal tuo arrivo qui a Goito proveniente da Ostiglia e ricordo come il cambio con Don Marco Bighi, il tuo predecessore, che mi aveva accolto e introdotto qui a Goito, e se n'è andato dopo appena un anno, è stato un po' duro! In qualche modo eravamo ambedue inesperti e nuovi dell'ambiente! .
Ma allora avevamo solo Goito con tanti propositi in testa! Poi, come ricorderai, sono arrivate le comunità di Cerlongo e Vasto e, infine, Solarolo e insieme abbiamo cominciato a ragionare e a vivere con e per l'unità pastorale "MINCIO"( così denominata per l'affluente del Po che l'attraversa!).L'anno dopo è arrivato anche Don Massimo!
Credo che non abbia dimenticato " il calcio amorevole" , datomi sotto il tavolo quando durante una riunione( non diciamo dove!) la mia calma se ne era andata per lasciare spazio..... ad una certa impazienza. Ma poi lentamente tutto si sistemava e si ripartiva! Ora le difficoltà non sono certo finite, ma...qualcosa con l'aiuto di Dio è...partito!
Hai coltivato e ti sei dedicato soprattutto ai ragazzi delle Medie e non possiamo non esserti grati per i Grest che hai seguito e preparato, per gli animatori che li hanno portati avanti, la cui qualità è migliorata sensibilmente fino a questo ultimo anno, il 2013, come pure anche per i Campi estivi e le uscite fatte con i ragazzi; tutto ciò spesso condito e sostenuto dalle immancabili pizze, gli ottimi risotti e.....la famosissima birra di Don Fabio. Anche alla scuola materna comunale hai dedicato tempo e canto, quando al giovedì, partivi con la tua chitarra e l'immancabile bicicletta. Potrei continuare ma solo il Signore conosce tutto quello che per tuo mezzo è stato fatto a servizio delle nostre comunità.
Abbiamo passato insieme 7 anni: certo noi non ci siamo scelti ma ci siamo trovati insieme; tuttavia ritengo che, pur con caratteri molto diversi, non abbiamo mai perso di vista le cose essenziali del nostro ministero.
Grazie anche per la tua umiltà,l'obbedienza fraterna unita ad una grande semplicità ed apertura di cuore... nonostante... le..... apparenze!
Vorrei dirti il nostro grazie, come preti, e a nome di tutti! Non sapendo bene come orientarci nel darti un segno della nostra amicizia, un segno che fosse visibile e tangibile in modo che guardandolo ti potessi ricordare di noi ( questo ovviamente a causa delle....molte indicazioni...che ci hai dato,come sempre), abbiamo pensato di donarti, da appendere rigorosamente nel tuo studio (o nella stanza che vorrai!) il volto di Cristo e quello di Maria, persone e volti che sei chiamato a far conoscere e annunciare nella nuova Unità Pastorale in cui il Signore ti ha chiamato ad operare. Grazie di cuore !
Il tuo Parroco Don Amedeo

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ORATORIO E ANSPI
  • Cos'è l'ANSPI?
L'Associazione Nazionale San Paolo Italia è l'organo di collegamento, promozione, difesa, aggiornamento degli oratori e circoli giovanili delle parrocchie, cioè l'associazione degli oratori italiani. Ha natura ecclesiale (il Vescovo nomina il delegato e l'Anspi è inserita nella diocesi) e civile (è un ente morale riconosciuto dallo stato). L'appartenenza all'Anspi si esprime tramite una tessera annuale che i frequentatori dell'oratorio sono tenuti ad avere e che, oltre a fornire coperture assicurative, è un significativo gesto di corresponsabilità e condivisione del progetto educativo dell'oratorio.

  • Perché tesserarsi?
* È un gesto di appartenenza alla grande famiglia dell'oratorio * È un segno di sostegno e adesione alle finalità educative che l'oratorio si propone * Offre una copertura assicurativa * Permette di avere alcune agevolazioni nelle varie attività oratoriane (corsi, feste, tornei, gite, campi estivi, ecc..)

  • Perché tesserare tutta la famiglia?


Crediamo in un oratorio di famiglie per le famiglie. La tessera esprime quindi un forte senso di corresponsabilità e di condivisione del progetto educativo dell'oratorio, ed anche un piccolo segno di collaborazione per le spese correnti in un anno (materiale per le attività, riscaldamento, luce, strumenti, ecc..)

  • Quando e come tesserarsi?


In parrocchia ci si può tesserare da gennaio 2013. La tessera ha valore annuale (da gennaio a dicembre). Il meccanismo ed i prezzi del tesseramento sono gli stessi degli ultimi due anni: al momento dell'adesione occorre fornire dati personali e quota del tesseramento (7 euro per minorenni e 10 euro per i maggiorenni, cioè da chi compie 18 anni durante quest'anno, in su) Vuoi conoscere meglio l'Anspi? Basta navigare nel sito ufficiale: www.anspi.it

OMELIA DI DON AMEDEO PER IL FUNERALE DELLA SUA MAMMA

Anna Giubelli


 
"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato" (GV.15,12)
Così il 10 febbraio ci ha lasciato la Sig. Anna Giubelli, la mamma del nostro Parroco Don Amedeo.
La cittadinanza di Goito e di Moglia si è raccolta intorno a Don Amedeo, alla sua famiglia e alla badante Sig. Anna in questo doloroso momento.
Ma la Fede e la Speranza in Dio, "in un Dio che si pone accanto all'uomo, che condivide, che comprende perché anche Lui ha avuto un Figlio incarnato che è morto ingiustamente" come dice Don Amedeo nell'omelia della S.Messa, sostenga tutti quelli che ora piangono il distacco con la Sig. Anna e tutti quelli che l'hanno conosciuta e amata.


Omelia del Parroco Don Amedeo
Funerale di ANNA GIUBELLI, mia madre                                                   Goito, lì 12 Febbraio 2013 

Non so se vi siano parole adatte per esprimere ciò che si prova in questo momento, la grande emozione, la profonda costernazione e il “turbamento” nel quale ci troviamo. Vi assicuro che ogni volta che ci si accinge ad annunziare il messaggio di speranza che sta dentro il mistero della morte, mistero grandioso ed insondabile, si avverte una grande inadeguetezza ed indegnità poiché non potendo le parole mai dire a sufficienza ciò che vorremmo e portiamo dentro, si arrischia di non riuscire a riflettere in tutta la sua portata sul valore di un’esperienza come quella vissuta dalla mamma ANNA, da noi suoi figli, dalla sorella , dai nipoti e parenti tutti, esperienza dove ognuno si trova ricco solo di sé stesso, della sua dignità, della sua fede.
La morte, poi, non ci pare mai vera perché noi siamo fatti per la vita e da soli non riusciamo a darci una risposta adeguata ogniqualvolta vediamo spegnersi una vita umana, sopratutto per la mamma. Noi davanti alla morte siamo solo capaci di “ silenzio ” .
Cristo, invece, LUI che si è dichiarato la vita, l’abbiamo sentito poco fa nel Vangelo, è in grado di rompere quel silenzio provocato dalla impotenza e dalla sconfitta dell’uomo. Lo ruppe parlando un giorno con la sorella di Lazzaro e torna a romperlo oggi anche per noi e per tutti quelli che lo interrogano su questo grande evento che tocca prima o poi ognuno di noi: “ IO SONO LA RESURREZIONE E LA VITA, ci dice, CHI CREDE IN ME ANCHE SE MUORE VIVRA’; CHIUNQUE VIVE E CREDE IN ME NON MORRA’ ”.
Quando celebriamo l’Eucarestia noi celebriamo questo grande evento , il compimernto di quella Parola. E se è vero tutto ciò, chi è rinato in Lui, nella sua morte e resurrezione con il battesimo, avrà la sua stessa sorte. Scrive S.Paolo ai Corinzi: ” Fratelli, siamo convinti che Colui che ha resuscitato il Signore Gesù resusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a Lui insieme con voi”.
Noi ci troviamo qui nella S.Messa non solo per ricordare ma soprattutto per consolidare e vivere in profondità la nostra fede e Speranza! La morte vista nella prospettiva che ci presenta il Signore cambia senso, non resta più muta e senza futuro! Ed anche i ricordi che umanamente rendono più struggente il distacco, non risultano più come un semplice relitto del passato ma ancora “SEGNANO” il presente di chi visibilmente ci ha lasciato.
Questa storia ANNA la porta dentro di sé perché è stata storia vissuta davanti agli occhi di Dio, è stata storia di una persona che ha amato, lavorato, sofferto, servito, pregato e sperato. Credo non si possa cogliere però in profondità la personalità di mia madre Anna senza rifarci alla sua fede grande che gli ha permesso, anche in questi ultimi 7 anni di “apparente inutilità” su una carrozzina, di andare serenamente avanti sentendosi pienamente inserita in casa e fuori casa, grazie soprattutto all’apporto di quella persona straordinaria che ha saputo capirla, incoraggiarla e valorizzarla con tanta pazienza e umanità, la sua badante Anna. 
Leggendo nei Vangeli le apparizioni del Risorto, vediamo come Cristo appare ai suoi con i segni della sua storia di sacrificio e di amore, con le ferite delle mani e dei piedi ancora visibili per ricordare loro la sua individualità, il dono della vita per essi e per insegnarci che anche la nostra storia non ce la lascieremo semplicemente alle spalle ma LUI con la sua grazia ce la ridà “ trasformata”.
C’è dunque un rapporto intimo tra la nostra esistenza prima e dopo la morte. E’ sempre S.Paolo che scrive: “Tutto infatti è per voi…..Per questo non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfaccendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno”. Spesso mi sono chiesto: ” Non è forse vero che noi tante volte per valutare il senso e l’importanza di questa vita adottiamo solo la misura degli anni e del disfacimento del corpo dimenticando (come dice la Bibbia) la crescita dell’uomo interiore? ”. Eppure quante volte accade che anche la debolezza fisica ci spinga a scoprire e a vivere nella vita valori che prima non sapevamo vedere e trascuravamo. La fretta, il denaro, la carriera, alle volte, ci portano a sottovalutare i valori fondamentali della nostra vita.
Apriamo bene gli occhi, allora : noi non siamo né padroni né signori della nostra vita. Questa vita… questa vita è un dono! Tutto ci è dato! Tutto ci è stato dato e niente ci è dovuto. La vita nasce e poi sparisce. Tutto passa. Qualcuno sostiene che la morte “esiste “ per impedire all’uomo di credersi il maestro della vita. Tuttavia l’uomo lo crede lo stesso!
Sono pure convinto tuttavia che da questo abissso di morte può rinascere in noi la FEDE, quella vera, quella di cui oggi parla il Vangelo di Gesù, la fede certo in un Dio che non ha sempre una risposta magica, pronto per soccorrere i limiti della natura umana quasi Lui sia un “despota capriccioso” che fa alto e basso nella vita dell’uomo MA un Dio che si pone accanto all’uomo, un Dio che condivide, che comprende perché anche Lui ha avuto un Figlio incarnato che è morto ingiustamente. Un Dio che tace, che ti sta vicino rispettoso del tuo dolore perché non trova parole per consolarti, un Dio che sa attendere che si rimarginino un po’ le ferite per restituirti alla vita ricaricandoti di Speranza e di energia perché suo Figlio, dopo tre giorni è Risorto riaprendo anche a noi, morti con Lui, la strada della Speranza e della vita vissuta nella certezza di reincontrarci un giorno tutti insieme, vivi nella gioia di ricostituire l’unità della famiglia dei figli di Dio.
Ora qui, insieme, non ci rimane altro che pregare, come Maria sul calvario, perché si compia l’ultima parte del mistero di Cristo: il dono del suo Spirito, perchè solo sostenuti da questa forza , che ci viene data nutrendoci all’unico pane di vita, possiamo non solo credere nella vita in cui vive ora Anna con tutti i suoi genitori e fratelli ma anche trasformare il nostro dolore in fraternità e solidarietà. Per tutto questo, sebbene con il cuore molto addolorato per il distacco da questa madre, sorella, nonna e zia, vogliamo dire grazie di tutto a mia madre Anna perché la sua e nostra vicenda ci ha aiutato a riflettere, ci ha arricchito di umanità e ci ha parlato e ci parla di Dio.

A nome mio personale, di mio fratello Giovanni e della sua famiglia, della sorella Edda e di tutti i parenti, un grazie a tutti coloro che in questi giorni sono stati accanto alla nostra famiglia condividendo il nostro dolore.

8 marzo Festa della donna

Non c’è che dire! Non lo fanno molto spesso, ma quando gli uomini ci si mettono riescono a prepare una “signora cena”.
Mentre tante donne erano fuori casa per festeggiare la festa della donna, in locali di moda con un programma molto particolare, una quarantina di donne impegnate nei vari servizi della parrocchia, si sono ritrovate prima nella cappellina feriale della Basilica S. Pietro Apostolo di Goito e poi in oratorio per un momento di fraternità.
La preghiera di inizio serata è stata tenuta da Padre Eugenio, missionario comboniano presente nella nostra comunità in questi giorni. Ci ha portato i pensieri di una giovane donna rinchiusa nei campi di Auschwitz che non ha mai perso la speranza e l’amore per Gesù perché sapeva che lui era sempre accanto a lei e a tutti gli altri prigionieri. La vita ha senso mantenendo sempre vivi i propri sogni per il futuro e l’amore per gli altri e per Dio.
Dopo questa significativa testimonianza e dopo una preghiera a Maria, madre e donna esempio per tutti noi, siamo andate in oratorio dove una bella tavola, apparecchiata con i tovaglioli piegati a ventaglio e vasetti di primule, ci aspettava. Una volta tutte sedute sono arrivati i “camerieri” con le varie portate: antipasto servito su un letto di foglioline di valeriana, un buonissimo risotto con la zucca, tranci di pizza e, non contenti, hanno servito delle ottime seppioline con piselli e un pezzo di formaggio. Il tutto annaffiato da buon lambrusco, bibite ed acqua.
Infine si è conclusa l’abbondante cena con la torta sbrisolona classica e al cioccolato e un buon caffè.
Non si può dire che non ci abbiamo servito nel migliore dei modi e con tante portate gustosissime.
Tutto questo è avvenuto grazie al lavoro di cinque uomini che hanno speso il pomeriggio per preparare. Noi li abbiamo ringraziati con vari applausi calorosi e tra noi ci siamo dette: “perché si festeggia così solo una volta all’anno?”
Grazie signori uomini!

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