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I saluti a Don Gianni e Don Roberto dalle comunità

Le comunità dell'Unità pastorale Mincio hanno salutato Don Gianni e Don Roberto inviati dal Vescovo Marco a proseguire il loro ministero in altre parrocchie.
Sabato 15 settembre il primo saluto alla comunità di Goito che ha accolto Don Gianni all'inizio del suo ministero sacerdotale. Nell'omelia Don Gianni ha ripercorso i suoi cinque anni trascorsi e tutto quello che in modo più o meno evidente ha svolto, le varie realtà che ha incontrato e aiutato a crescere in un cammino verso il regno di Dio.
Tanti incontri con i giovani in oratorio, percorsi di accostamento alla fede in preparazione al matrimonio e al battesimo, con le famiglie e con tante persone bisognose di aiuto, di una parola, di un conforto.
Al termine un ringraziamento a tutti quelli con cui ha condiviso momenti belli e anche meno belli: tutto porta a crescere e vivere nel nome di Cristo.
Un grazie particolare a tutte le suore orsoline che in questi anni lo hanno accompagnato nel suo ministero con affetto e sincera amicizia.

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IL SALUTO DA PARTE DELLA COMUNITA'

E' sempre difficile lasciare andare dove Dio lo chiama un sacerdote che ti è stato compagno, amico, fratello. Ma la vigna del Signore li chiama ad esercitare il loro ministero in un altro luogo, così Don Gianni e Don Roberto vi salutiamo.
Noi tutti vi ringraziamo perché quando eravamo nel bisogno e vi abbiamo assillato, voi c'eravate. Perdonateci se, venute meno le necessità, vi abbiamo dimenticati o trascurati.
Vi ringraziamo, perché siete stati vicino a noi per servire, senza chiedere nulla in cambio.
Ci siamo accorti che, quando vi abbiamo accolto, siete stati amici sinceri e fedeli.
Sappiamo che il sacerdote è l'uomo più amato e più incompreso, il più cercato e il più rifiutato, ma noi siamo certi che troverete tante persone che vi staranno vicine e vi sosterranno nel vostro ministero.
Se è vero che la bellezza salverà il mondo, tu Don Gianni hai sicuramente con la tua arte una marcia in più. Grazie per averci trasmesso attraverso la tua spiritualità che Dio è bellezza.
In un mondo dove tutti parlano e nessuno ascolta, possiamo essere comunque fiduciosi di trovare un sacerdote a cui aprire il nostro cuore, finché ci saranno persone come te, Don Roberto, che svolgeranno il loro ministero come tu hai saputo fare tra di noi.
Grazie per la vostra testimonianza di fede e di vita.
Non scoraggiatevi mai perché, anche se il sacerdote è debole, rende forti i suoi fratelli con il "Pane della vita".


UN MOMENTO CONVIVIALE IN ORATORIO 
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LA COMUNITA' DI CERLONGO

Don Roberto ha terminato l'omelia con un pensiero personale con cui si domanda: "Che cosa vi ho lasciato?" e così risponde: " quello che sono stato capace di offrire. Ognuno di voi forse custodirà qualcosa, ma spero che almeno una cosa rimanga: il mio sorriso, di un prete felice e grato di essere stato tra di voi "

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IL RINGRAZIAMENTO DEI BAMBINI

Cari Don Roberto e Don Gianni, la comunità di Cerlongo si è riunita oggi intorno a voi, per celebrare il giorno del Signore e per ringraziarlo di questi anni di cammino insieme.
Ciascuno di voi ci ha trasmesso la propria fede grazie al dialogo, al divertimento, all'arte alla musica....e anche alla recitazione.
E' proprio vero che il prete è colui che anima la comunità cristiana, nel senso che le dà un'anima.
I cerlonghesi, perciò, vi augurano che nel vostro percorso, continuiate ad animare il prossimo con gioia e coraggio.

E DEGLI ADULTI

Cari Don Gianni e Don Roberto,
come per i servi di Cana, anche per voi, tutto ha avuto inizio dalle parole pronunciate da Maria "Fate quello che vi dirà".
E durante la vostra ordinazione a presbiteri il vescovo vi ha detto: -conformati a ciò che celebrerai-
Ma questo è solo l'inizio. L'inizio è fare quello che Cristo comanda, ma il fine è diventare il Figlio.
Diventare il Figlio è lasciare che in ogni giorno che passa, l'amore di Cristo prenda possesso di voi al punto che sia il Figlio stesso in voi a vivere, a pregare, ad amare, a lodare, a soffrire, a donare.
Questo è l'augurio della nostra comunità per voi.
All'augurio aggiungiamo la gratitudine che ognuno di noi, in modi diversi, ha sperimentato la vostra guida come pastori e la vostra vicinanza come uomini tra gli uomini.
Questo non vuole essere un saluto. Gesù infatti ha chiesto al Padre: -che tutti siano una cosa sola- (Gv.17-21)
Perciò noi vi resteremo vicini con l'amore, l'affetto, la preghiera e con la nostra vita.
E' il miglior regalo che possiamo offrirvi.


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